In breve: un emendamento alla legge di bilancio 2025 prevede la riapertura del semestre di silenzio assenso per la destinazione del TFR anche per i lavoratori già in forza. In mancanza di esplicita scelta, il TFR andrà versato al fondo di previdenza complementare del settore.
L’analisi: In data 15/11/2024 è stato presentato un emendamento al progetto della legge di Bilancio 2025 (leggi qui Art. 28) che, se mantenuto, avrà un impatto significativo sulla gestione dei TFR lasciati in azienda dai lavoratori già in forza.
L’anticipazione della notizia, ancorché non definitiva, è dovuta in quanto l’emendamento è presentato dalla maggioranza ed ha il favore di gran parte del governo, Ministro del lavoro in primis. Si tratta della riapertura di una finestra semestrale in cui i lavoratori che hanno già manifestato la volontà di lasciare il TFR in azienda dovranno esprimersi nuovamente circa la volontà espressa in precedenza; nel caso di mancata scelta, entro appunto 6 mesi, il TFR verrà destinato al fondo di previdenza complementare stabilito dal CCNL di settore o, in assenza, al fondo COMETA.
Questo meccanismo del silenzio assenso è stato introdotto nel 2007, ed è tuttora in vigore. Questo vorrà dire, nella pratica, la consegna di un nuovo modulo a tutti i dipendenti che hanno lasciato il TFR in azienda, con l’onere in capo al datore di lavoro di verificarne la riconsegna entro i 6 mesi previsti dalla norma; in caso contrario, il TFR andrà al fondo integrativo.
Non sono chiari, ovviamente, gli aspetti operativi, ma si ravvisa all’orizzonte un’importante operazione a carico dei datori di lavoro per la gestione di questa attività.
La necessità della riapertura di questa finestra è stabilita nell’emendamento per la promozione della conoscenza della previdenza complementare come strumento integrativo della previdenza obbligatoria, e si rivolge soprattutto a quella parte della popolazione di lavoratori che, per caratteristiche generazionali, hanno carriere discontinue o hanno iniziato a lavorare tardi rispetto alle generazioni passate.