Il 12 gennaio è stato stipulato dalle parti sociali l’accordo di rinnovo del CCNL dello Sport, che ha recepito le modifiche introdotte dalla riforma del lavoro sportivo (d.lgs. n. 36/2021). Alla contrattazione hanno partecipato: Fisascat-Cisl, Uilcom-Uil e Slc-Cgil e la Confederazione italiana dello sport, Confcommercio imprese per l’Italia.
Come precisa il comunicato sindacale: “Attualmente il contratto è applicato da poco più di 7.000 datori di lavoro ad un totale di circa 41.000 dipendenti. Si tratta dell’unico contratto di lavoro attualmente utilizzato da imprese, società o enti del settore, che coinvolge centri sportivi impegnati in ogni disciplina, che interessa enti profit e no profit, che sarà applicato ad ogni forma di lavoro”.
La vigenza del contratto va dal 01/01/2023 al 31/12/2026.
Le novità:
- è stato superato il doppio regime contrattuale che distingueva “vecchi” e “nuovi” assunti (rispettivamente, assunti prima e dopo il 22.12.2015). È stato introdotto un meccanismo di graduale assorbimento dei riconoscimenti economici che porterà ad equiparare le tabelle tra “vecchi” e “nuovi” assunti (con l’assorbimento della 14° mensilità, che verrà meno);
- sono state introdotte le causali per i contratti a termine, che consentono di utilizzare contratti a tempo determinato per un periodo superiore ai 12 mesi;
- è stato introdotto l’apprendistato per i giovani atleti;
- è stato disciplinato il contratto di collaborazione coordinata e continuativa, tanto per la parte normativa, quanto per quella economica, con l’introduzione di un compenso minimo;
- sono stati aumentati i minimi tabellari (su 13 mensilità);
- è stata regolamentata la flessibilità nel lavoro part-time e stagionale;
- è stata valorizzata la bilateralità: è stata cioè disciplinata l’adesione al Fondo paritetico interprofessionale For.TE per la formazione continua; è stato inoltre istituito un Ente bilaterale nazionale finanziato con un contributo pari allo 0,10% a carico del datore di lavoro committente e allo 0,05% a carico del lavoratore.