Negli ultimi tempi si è molto discusso in merito alle discriminazioni cui sono soggette le persone che sono state affette da malattie oncologiche, e ciò vale con riferimento ai più vari tipi di diritti e ambiti di vita, dall’accesso ai mutui, alla possibilità di richiedere adozioni, all’importo dei premi assicurativi.
È emersa, dunque, una chiara esigenza di tutela a cui il Parlamento ha dato risposta con la legge n. 193 del 7 dicembre 2023, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2023.
L’impianto della nuova legge si basa sul “diritto all’oblio oncologico” ossia:
“il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica” nei casi previsti dalla legge.
Tale tutela è stata declinata anche nell’ambito del diritto del lavoro e, specificamente, in termini di diritto di accesso al lavoro, che l’ordinamento riconosce e tutela a livello costituzionale, anche in termini di non discriminazione.
L’articolo 4 della nuova legge, infatti, prevede che, quando per l’accesso a procedure concorsuali e selettive, pubbliche o private, sia previsto l’accertamento di requisiti psico-fisici o comunque concernenti lo stato di salute dei candidati:
“è fatto divieto di richiedere informazioni relative allo stato di salute dei candidati medesimi concernenti patologie oncologiche da cui essi siano stati precedentemente affetti e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni alla data della richiesta”.
Il periodo di dieci anni nel quale vengono considerate eventuali recidive è ridotto a cinque ove la malattia sia insorta prima dei ventun anni.
Il Legislatore comunica infine che verrà adottato, entro sei mesi, un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, che potrà promuovere specifiche politiche attive “per assicurare, a ogni persona che sia stata affetta da una patologia oncologica, eguaglianza di opportunità nell’inserimento e nella permanenza nel lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi”.