Dopo aver dato alcune rigide indicazioni sulla conservazione dei metadati delle mail utilizzate dai dipendenti (prov. 21.12.2023, n. 642, doc. web n. 9978728), come la previsione di un periodo di conservazione massimo di 7 giorni , il Garante Privacy ha sospeso l’efficacia di tale documento di indirizzo, avviando una consultazione pubblica (prov. 22.02.2024, n. 127, doc. web n. 9987885).
Al proposito, Confindustria, Ania, Abi e Confcommercio, con nota congiunta, hanno chiesto al Garante di partecipare a tale consultazione ed espresso la necessità di garantire più autonomia alle aziende, evidenziando che le mail aziendali:
“sono uno strumento di lavoro e anche dopo 7 giorni dalla creazione del messaggio la loro natura non cambia. Non si può perciò imporre al datore di lavoro di scegliere tra cancellarli dopo 7 giorni oppure, se vuole tenerli per più tempo, di fare una trattativa sindacale o di farsi autorizzare dall’ispettorato del lavoro. Al contrario ogni azienda deve poter stabilire in autonomia la regola più appropriata per la conservazione di e-mail e metadati”.