L’art. 46 della Costituzione stabilisce che: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.”
Questa previsione è rimasta inattuata per quasi 80 anni, ma ora ha la sua Legge. È infatti stata approvata dal Senato la legge riguardo le “Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese”.
Nata su iniziativa popolare, la disposizione normativa interviene si molteplici aspetti legati alla vita dell’impresa e a coinvolgimento dei lavoratori essa. Una parte corposa prevede l’ingresso dei lavoratori nei consigli decisionali, al fine di coinvolgerli nelle scelte strategiche dell’andamento dell’azienda.
Viene inoltre prevista una partecipazione economica e finanziaria alla vita dell’impresa, disegnando un sistema di redistribuzione degli utili di impresa che vengono assoggettati ad imposta sostitutiva, per l’anno 2025, fino a 5.000 euro. Altre forme di partecipazione, organizzativa, consultiva, sono poi introdotte dalla misura.
Ruolo centrale sarà ricoperto dalla contrattazione collettiva e dagli enti bilaterali, che introdurrà regole e meccanismi di funzionamento. Si attende adesso la pubblicazione in gazzetta ufficiale per poter visionare il testo definitivo e valutarlo nel suo impatto.